Abbandonata la speranza inizio’ l’offesa.
Lo sfregio, il dileggio, per chi da quell’ abbondanza ci aveva tolto,
per chi quel piacere ci aveva privato.
Esaurite le suppliche rimase l’ affanno.
La continua vessazione su un corpo ormai esanime.
Nuovi imperi nascono sul volere di pochi.
Nuovi imperi prosperano sul sangue di molti.
Il cielo ora e’ scarno, forse solo lui compassionevole di questa deriva sfinita.
Deicida l’uomo e’ solo.